Yasmine Elgamal, uno sguardo al suo lavoro


Sfogliare un fiore, petalo dopo petalo in un gioco della sorte, come se chiudessimo gli occhi per scegliere alla cieca il destino. Ma l'amor proprio è ciò a cui vuole porre attenzione l'artista, Yasmine Elbamal (classe 1993) in M'amo non m'amo : un messaggio semplice ma prezioso che va dritto al punto, come le opere della giovane donna. Essere trasparenti (onesti) e rispettare le necessità individuali, senza invadere lo spazio e le libertà altrui, forse potrebbe essere un buon proposito da perseguire nel 2021. In un mondo che sta collassando, come nel gioco del domino, sotto il colpo di un vortice di nazionalismi.


Le modelle ritratte da Yasmine sono rese senza veli, essenzialmente nude e prive di fronzoli. Particolarmente belle e ben tornite, con seni abbondanti e ventri fertili. Eppure, la bellezza non è offerta al riguardante su un piatto d'argento, è un dato di fatto. Alcune pose risultano naturali, altre più ardite sono predisposte ed elaborate dall'artista, accelerando il passaggio dalla realtà alla finzione.

Molti dei soggetti maschili sono caratterizzati da corpi asciutti, i tratti femminei e delicati, il naso piccolo. Ciocche di capelli cadono ad incorniciare il volto, come nelle statue degli efebi arcaici.


Un mondo di bellezza classica che non si lancia in sperimentazioni concettose ma rimane fedele ad un'idea di simmetria armonica, di vanitas, di linee fluide che vivificano il chiaroscuro accentuato.

Dietro a quelle forme docilmente assecondate, si sente il calore di una relazione intima tra le figure.


Le tinte sono livide, come se le scene si animassero in un cunicolo buio, in un anfratto sospeso tra dimensione onirica e realtà. Una tavolozza che si contraddistingue quindi per tonalità cineree e fredde, ma non per questo priva di fascino. Al contrario, questo spegnimento esangue e anemico del colore, nella "Serie del sogno", aiuta a suggerire il distacco dei soggetti rappresentati dalla realtà concreta. L'atmosfera avvolge le figure in una patina grigia, all'interno di una stanza umida e piena di umori. Sono in trappola, in ostaggio in una capsula, in una realtà sottovuoto, alimentata da un'idea.

In un post di Instagram Yasmine afferma "Il cioccolato ha un colore impopolare! Ma ricordate che il marrone è il colore che è possibile trovare maggiormente in natura. Terra d'ombra, Terra di Siena e Bruno Van Dyck sono colori che amo. È bello celebrare questi colori, donargli un piccolo angolo di felicità".


La serie legata al sogno è divisa in tre fasi.


Nella prima, le lavoratrici sono a riposo. Stese languidamente come fossero in dormiveglia. Un braccio è abbandonato, il martello stretto in pugno, dietro al fondoschiena. In un altro dipinto, il martello copre il sesso diagonalmente. Mentre in un ulteriore frammento, la mano ancora stringe il martello e fa forza con le dita sulla coscia, imitando la pressione delle dita di Plutone sulla gamba di Proserpina, nell'indimenticabile gruppo scultoreo di Gian Lorenzo Bernini.

Appaiono delle catenine d'oro con un simbolo mariano. Persino il piede, che preme sul letto facendo arricciare le lenzuola, sembra ispirarsi ad un modello scultoreo (basta pensare al materasso ricco di pieghe dell'Ermafrodito dormiente di Bernini) più che guardare direttamente alla realtà.


Nella fase mediana della serie, vediamo le lavoratrici impegnate nella costruzione del sogno, a colpi di martello e sforzo creativo. Vediamo le nudità in primo piano, vicinissime, in maniera quasi grottesca. I corpi qui si mostrano come sono, con le loro imperfezioni. L'abbondanza della carne buca la superficie del quadro.


Nello stage conclusivo, siamo immersi nell'atmosfera del sogno. Sembra che nulla accada realmente. La mancanza di azione diventa nevralgica. Il sogno consiste infatti in delle apparizioni: nel Sogno n.1 troviamo una ragazza che indossa un cappello conico (come quello di carta delle feste) mentre nel Sogno n. 3 una lampada led pusheen o kawaii a forma di gatto e il soggetto con un particolare copricapo, a testa di cavallo. In un altro dipinto, un uomo riverso tra le lenzuola è contornato da paperelle di gomma gialle. Infine, una donna che guarda di sottecchi lo spettatore, sfoggiando il suo cappello a melograno, emerge in un bozzetto.


Già in M'amo non m'amo si intravede un cambiamento: l'elemento floreale entra nel dipinto ad aggiungere leggerezza e amenità alla composizione.

Non a caso, appena finita la serie sul sogno, Yasmine si sta dedicando ad una ricerca incentrata sulla leggerezza. Ritratti femminili ma non solo - singoli o a più soggetti, delicati e armonici -, sono contornati da una pioggia di fiori e foglie. Coriandoli di petali danzano sulle loro teste ed intorno al corpo, volteggiano in ampi movimenti, oppure sono stretti tra le mani desiderose di assaporarne il profumo. Nelle stesse parole dell'artista, questi dipinti ritraggono "anime pesanti" che sembrano tuttavia sottrarsi alla forza di gravità grazie alla presenza di rose, soffi di vento e aroma di frutti, margherite dorate, boccioli carnosi che si aprono in tonalità rosate e bluastre. Le anime pesanti si librano, assaporando l'essenza dell'amore "Smelling the scent of love".


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